NULLA POTEST MULIER
(Liber, Carmina LXXXVII)
Catullo



TESTO

Nulla potest mulier tantum se dicere amatam
vere, quantum a me Lesbia amata mea est.
Nulla fides ullo fuit unquam foedere tanta,
quanta in amore tuo ex parte reperta mea est.

TRADUZIONE E ANALISI

Nessuna donna (nulla mulier) può dire (potest dicere) d’essere stata amata (se amatamesse è sottinteso - propos. infinitiva retta da potest dicere) tanto sinceramente (vere), quanto la mia Lesbia è stata amata da me (a me – ablativo d’agente).
Nessuna fedeltà fu mai (unquam) tanta in alcun patto (ullo foedere – stato in luogo figurato), quanta si è potuta trovare (reperta est) da parte mia (ex parte mea) nel mio amore (in amore - stato in luogo figurato) per te (tuo – sta per tui = di te – genitivo oggettivo).



Commento:

Tema

Il carme 87 è una riflessione sul tema dell’amore e del rispetto del patto amoroso tra gli amanti. Catullo rivendica orgogliosamente la potenza del proprio amore, la sua completa dedizione all’amata e la sua fedeltà assoluta a tutti gli obblighi impliciti al rapporto d’amore.

Forma metrica

Distico elegiaco.

Paradigma verbi

potest - ind. pres. da possum, potes, potui, posse, comp. di sum = potere
dicere - inf. pres. da dico, is, dixi, dictum, ere, 3 con. = dire
amatam- inf. pf. pass. - da amo, as, avi, atum, are, 1 con. = amare
fuit ind. pf. da sum, es, fui, esse, irreg. = essere
reperta est - ind. pf. pass. da reperio, is, repperi o reperi, repertum, ire , 4 con. = trovare