1. Spesso il male di vivere ho incontrato:

  2. era il rivo strozzato che gorgoglia,

  3. era l'incartocciarsi della foglia

  4. riarsa, era il cavallo stramazzato.

  5. Bene non seppi, fuori del prodigio

  6. che schiude la divina Indifferenza:

  7. era la statua nella sonnolenza

  8. del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato

 

 

 

Era…era = anafora; strozzato: un ostacolo impedisce al ruscello di fluire liberamente.

Riarsa:  La foglia è "riarsa" (e perciò si accartoccia) dalla calura, dall'arsura, che rimanda al consueto tema montaliano dell'aridità esistenziale che si rispecchia, oggettivandosi, nella natura.
Stramazzato:  Il cavallo è "stramazzato", cioè stroncato dalla fatica.

 

Seppi = conobbi.

Che…indifferenza: che potrebbe essere complemento oggetto, ma potrebbe essere anche soggetto; la stessa ambiguità (voluta) riguarda anche l’indifferenza, detta divina perché propria degli Dei (ma potrebbe anche voler dire dono degli Dei). Il male di vivere può essere non annullato, ma almeno attenuato dall’indifferenza, che porta ad un distacco dalla realtà e quindi dal dolore.

Statua..nuvola..falco: simboleggiano l’immobilità e quindi l’indifferenza.

 
   
 

 

Tema : Questa poesia è una delle più felici e famose espressioni della dolorosa concezione esistenziale montaliana, che tanto deve a Leopardi: “il male di vivere” discende dal v.104 del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia: “…a me la vita è male”.

Il malessere esistenziale del poeta prende corpo nella realtà naturale e rispettivamente dal regno animale, vegetale e animale: "il rivo", "la foglia", "il cavallo", colti in un momento di precarietà e dolore, come sottolineano gli aggettivi ad essi collegati: "strozzato", "riarsa", "stramazzato".

Nella seconda quartina, in opposizione al "male di vivere" che si manifesta negli aspetti più comuni della natura, Montale afferma che l'unico "bene" per l'uomo consiste nell'atteggiamento di "indifferenza" per tutto ciò che è segnato dal male e dal dolore.

Ai tre emblemi del "male" si contrappongono simmetricamente, nella seconda quartina, tre correlativi oggettivi di questa specie di "bene": "la statua", "la nuvola" e il "falco": la statua si caratterizza per la sua fredda, marmorea insensibilità; la nuvola e il falco perché si levano alti al di sopra della miseria del mondo.

 

Forma metrica: Due quartine di endecasillabi, tranne l'ultimo verso che è un settenario doppio.