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Forse: l’ipotesi con cui si apre il primo verso segna l’intero componimento. Il futuro ipotetico ("Forse... vedrò") presenta il "miracolo" (cioè l'epifania del "nulla") come un possibile eppur straordinario evento, che infrange le leggi naturali; aria di vetro = cristallina; così tersa, limpida e secca da sembrare artificiale, indica il carattere irreale di una simile esperienza ; compirsi = realizzarsi; nulla: provoca una sensazione di vertigine. terrore di ubriaco: esprime l'incertezza terrificante di chi ha perso ogni stabile punto di riferimento. Come…consueto: come sopra uno schermo cinematografico, si proiettano le immagini che a noi sembrano reali (inganno consueto). Sarà troppo tardi: ormai ha visto il nulla e il poeta ha acquisito una consapevolezza che lo rende diverso da tutti gli altri uomini (gli uomini che non si voltano) che continuano a credere alla realtà apparente
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Tema
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Questo testo descrive
una rivelazione, una manifestazione improvvisa (epifania) del "nulla", del
"vuoto", e dunque dell'assurdità dell'esistenza. Il poeta riesce a cogliere solo
per un attimo brevissimo questa sensazione.
Dopo la folgorazione - ma fittizie, come le immagini di un film
proiettate "s'uno schermo" - tornano nuovamente a profilarsi le cose
consuete della realtà, "alberi case colli". Ma appunto, se la vera
realtà è il "nulla", gli oggetti dell'esperienza non sono che parvenze
ingannevoli. Perciò, dopo la miracolosa esperienza, il poeta non può più
tornare alla condizione abituale ma illusoria degli "uomini che non si
voltano", cioè sono incapaci di porsi i grandi problemi metafisici e non
possono, quindi, attingere alla consapevolezza del "nulla". Tale
consapevolezza è per il poeta un privilegio, ma anche una condanna,
perché lo obbliga alla solitudine e al silenzio ("me n'andrò zitto"),
impossibilitato a svelare il suo "segreto" a chi non potrebbe
intendenderlo.
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