CASPAR DAVID FRIEDRICH
Uomo e natura nell’arte di Friedrich
Friedrich fu l’artista che meglio rappresentò in pittura la concezione romantica di un’anima universale, comprendente l’uomo e la natura, e la tensione, sempre insoddisfatta, verso l’infinito.
La sua opera Croce sulla montagna nasce come paesaggio ma viene utilizzata come pala d’altare. Il quadro non rappresenta una scena sacra ma un picco roccioso su cui s’innalza un crocifisso. Il significato allegorico (la presenza di Dio nella vita degli uomini) non è espresso attraverso la ricostruzione di un evento sacro o attraverso simboli ma è insito nel paesaggio stesso.

Nell’Abbazia nel querceto, sotto un cielo livido emergono dalla nebbia le rovine di un convento, attorniate da grandi querce spoglie ed un corteo spettrale di monaci procede verso il portale. Quest’opera irritò molti critici, sia per l’insistenza sui temi funebri, sia per il disprezzo di certe convenzioni della pittura: manca per esempio il senso della profondità spaziale, mentre le forme si risolvono in astratti arabeschi.


Per l’artista tedesco lo scopo dell’arte non è la riproduzione dell’ambiente naturale ma è l’espressione di un sentimento.
Nell’opera Monaco in riva al mare la figura del monaco accresce il senso di vuoto ed il divario fra l'infinito della natura con il finito della natura umana. L'arte dell'artista non è riproduzione di un ambiente naturale, ma espressione di un sentimento proveniente dall'intimo della sua anima ed elaborato attraverso la sua sensibilità, trasferendosi poi all'interno della sua opera.

Un’altra opera significativa in quanto evocazione di un paesaggio interiore è La spiaggia paludosa. Da essa deriva un’impressione di desolazione e un senso di vuoto che rendono più avvertibile il contrasto tra la finitezza umana e l’infinità della natura.

