1. L'albero a cui tendevi
  2. la pargoletta mano,
  3. il verde melograno
  4. da' bei vermigli fior,

  5. nel muto orto solingo
  6. rinverdì tutto or ora
  7. e giugno lo ristora
  8. di luce e di calor.

  9. Tu fior della mia pianta
  10. percossa e inaridita,
  11. tu dell'inutil vita
  12. estremo unico fior,

  13. sei ne la terra fredda,
  14. sei ne la terra negra;
  15. né il sol più ti rallegra
  16. né ti risveglia amor.
 

 

 

Pargoletta, in una prima redazione l'aggettivo era "piccoletta", la modifica ha conferito maggiore grazia poetica.

Gli aggettivi verde, vermigli comunicano la gioiosità della vita.

 

muto orto solingo: per contrasto gli aggettivi muto e solingo danno l'idea della morte.

rinverdì...ora: subito ritorna alla vita.

 

 

Tu fior: il figlioletto trapassa nella metafora del "fiore"

 

 

 

 

sei..sei = anafora

L'ultima strofa è basata sul contrasto tra vita e morte.

   
 

Tema : E' una delle più famose poesie carducciane, scritta in memoria del figlioletto Dante, morto a soli tre anni. La scelta dell'aggettivo "antico" nel titolo sta a sottolineare il suo valore universale, è il pianto di sempre di un padre a cui muore un figlio. Le principali caratteristiche di questa lirica sono date dalla sua semplicità ed essenzialità

Nella prima strofa racconta di quando il figlio era vivo e tendeva la sua piccola mano sull'albero per raccogliere il melograno con i suoi fiori di color rosso vivo.

Nella seconda strofa, invece, narra del silenzioso orto solitario dove tutto è fiorito e che il mese di giugno offre, con la luce e il colore del sole, nutrimento per le piante.

Il poeta nella terza strofa, si paragona ad una pianta inutile, che è percossa e senza acqua perchè ormai il suo unico fiore è morto e non potrà più ricrescere.

Invece, nell'ultima strofa, il poeta pensa alle condizioni di suo figlio che si trova sotto la terra scura e fredda dove il sole non lo può rallegrare e dove non può provare più sentimenti d'amore.


Forma metrica: Canzonetta anacreontica. Quattro quartine di settenari (tre piani e uno, l'ultimo, tronco e con rima identica nelle quattro quartine).