1. Non recidere, forbice, quel volto,

  2. solo nella memoria che si sfolla,

  3. non far del grande suo viso in ascolto

  4. la mia nebbia di sempre.

  5. Un freddo cala... Duro il colpo svetta.

  6. E l'acacia ferita da sé scrolla

  7. il guscio di cicala

  8. nella prima belletta di Novembre.

 

 

Solo…sfolla = rimasto solo nella memoria che si sta svuotando progressivamente.

Non far…sempre: non fare, o forbice, con l’atto della recisione, nebbia di quel viso (viso in ascolto, cioè teso ancora ad udire le parole d’amore), cioè non distruggerlo; grande: perché si staglia da solo nella memoria.

Freddo cala: viene l’autunno; la forbice e il freddo simbolizzano l’esperienza dolorosa, una ferita della vita.

Svetta: il colpo inferto all’acacia dalla forbice del giardiniere recide la vetta dell’albero; ma può anche voler dire “guizza”, e l’ambiguità del significato è suggerita dallo stesso poeta.

Belletta = fanghiglia; è voce dantesca ma poi anche dannunziana.

 
 

Tema : Ancora l’angoscia della memoria che non riesce a custodire in sé l’immagine fedele della persona amata. Montale si augura che un volto caro, ancora vivo nella memoria, non venga tagliato dalle forbici del tempo, che attenua e confonde i ricordi; come d’autunno le forbici del giardiniere tagliano i rami alti dell’acacia e fanno cadere nel fango un guscio di cicale (labile ricordo dell’estate) che era rimasto attaccato a un ramo.


Forma metrica: Due strofe di quattro versi ciascuna. I versi pari della prima strofa rimano con i versi pari della seconda strofa.