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Fresche le mie parole:sinestesia (tatto-udito), fresche= apportatrici di serenità. ti sien = ti siano. Il poeta si rivolge alla donna amata accanto a lui. Opra lenta = il lavoro paziente.
rame = rami. la Luna...cerule = la Luna (personificata) sta per apparire sulla soglia del cielo (le soglie cerule); un velo = il chiarore. nostro sogno = l'illusione amorosa; giace = si abbandona.
senza vederla: sebbene la luna non sia ancora completamente sorta.
Laudata sii: citazione dal Cantico di frate sole di San Francesco. viso di perla: La Sera è divinità femminile (quasi una Vergine duecentesca dal “viso di perla“); umidi occhi = rivoli; si tace = si raccoglie.
Dolci le mie parole:sinestesia (gusto-udito) la pioggia che bruiva = la pioggia cadendo sul fogliame produce un armonioso rumore, sussurrava; tepida = perchè quasi estiva; fuggitiva = di breve durata. i pini...diti = i germogli nuovi dei pini sono comparati a dita umane; l'aura che si perde = la brezza, il venticello che passa leggermente.
patì la falce = tagliato dalla falce; trascolora = ingiallisce. fratelli olivi: detti così, francescanamente. che...sorridenti = il pallore verde argentato degli ulivi dà ai colli (clivi) una coloritura tenue e vibrante come in un sorriso.
vesti aulenti = abiti odorosi (si riferisce ai profumi naturali che si alzano dalla terra umida, dal fieno tagliato, dalle piante, dai fiori).cinto che ti cinge: allude forse al giro dell'orizzonte o agli aromi naturali appena citati; il salce...fien: il ramo di salice usato per avvolgere i fasci di fieno tagliato. il fiume = l'Arno; le cui...rami: le sorgenti dell'Arno stanno tra piante antiche e ombrose; parlano: si riferisce al mormorio delle sorgenti. per qual...chiuda: il poeta immagina che il profilo ondulato delle colline sia simile a quello di labbra umane chiuse per non rivelare un enigmatico segreto.
desire = aspettativa
consolatrici: per coloro che le osservano, le colline sembrano recare conforto e pace.
la tua pura morte: il dileguarsi della Sera nella Notte che arriva. l'attesa: della notte. |
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Tema: E' la più antica lirica di Alcyone. Il poeta esprime gli stati d'animo suscitati dall'apparire della sera nella campagna fiesolana, presso Firenze, in compagnia di un'amica (la Duse) presente solo per discretissimi cenni. La sera e la natura rivestono il ruolo di protagonista, indagate dal poeta con intenzione antropomorfica: ogni aspetto naturale è dolcemente umanizzato. Altro tratto che connota la poesia è la devozione francescana per cui la lode alla sera riecheggia (per linguaggio, soluzioni metriche e immagini) il Cantico delle Creature di San Francesco.
Forma metrica: Una strofa di 14 versi è seguita da un terzetto a mo' di antifona (riecheggiante le sequenze ritmiche del francescano Cantico delle Creature). Tale schema base è ripetuto tre volte. Gli endecasillabi (21 in tutto la metà esatta di tutti i versi del componimento) sono liberamente associati a novenari (5), settenari (3), quinari (6), nonché a versi eccedenti l'endecasillabo. |
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