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L’apostrofe ‘O patria mia’, evoca l’esordio della celebre canzone petrarchesca (Canzoniere CXXVIII), che è il modello a cui si rifà tutta la canzone; vedo le mura di Roma, gli archi di Trionfo, le colonne, le statue e le torri dei nostri avi ma non vedo (non vedo...non vedo - Anadiplosi) la gloria non vedo l'alloro e le armi dei quali erano carichi i nostri antenati.
nuda…mostri’ si riferisce all’Italia che viene personificata ( Personificazione) e sta a significare: Ora sei indifesa, mostri nuda la fronte e spoglio il petto. Aimè quante ferite, che lividi, che sangue! Ti vedo come una donna
formosissima (= latinismo per esprimere bellezza e maestà)! Io chiedo al cielo e al mondo: “Dite, dite: chi l'ha ridotta in tale stato (tale)? E quel che è peggio è che ha entrambe le braccia incatenate; così che siano sparsa la chioma e senza un’elmo (senza velo = cioè spoglia d’ogni distinzione regale) siede in terra abbandonata e afflitta nascondendo la faccia tra le ginocchia, mentre piange!
Ed hai ben ragione di piangere, Italia mia,
popolo nato per vincere nella buona e nell'avversa sorte (nella …ria’ = nella buona e nella cattiva sorte).
Se i tuoi occhi fossero due fonti perenni,
mai il pianto potrebbe
commisurarsi (Adeguarsi = commisurarsi a, pareggiare il) alla tua sciagura e allo scempio (tuo danno ed allo scorno);
Perchè prima eri una donna, ora sei una povera serva (Donna …ancella = donna vale per ‘signora’, ancella per ‘schiava’ ).
Chi scrive o parla di te, ricordando il tuo splendido passato (passato vanto), non può che dire: “Un tempo fu grande, ma ora non lo è piu?” Perchè? Perchè? Dov'è l'antica forza, dove sono le armi, il valore e la determinazione? (Dove…costanza = da notare la progressione ascendente dei 3 elementi perchè le armi senza il valore non servirebbero a nulla così come il valore senza la costanza non sarebbe vera grandezza.)
Chi ti strappò dal fianco la spada? (Ti discinse il brando)
Chi ti ha tradito? Quale astuzia (arte) o quale sforzo guerresco (fatica) o quale grande potenza (tanta possanza) potè (valse) spogliarti del manto e del diadema (auree bende)?
Come o quando sei caduta così in basso luogo da così tanta altezza?
Nessuno impugna le armi (pugna) per te? Non ti difende nessuno dei tuoi? Le armi, qui le armi: solo io combatterò, cadrò (Procomberò = cadere in avanti come guerriero valoroso; come annota Leopardi stesso a margine del testo) solo io.
Concedimi (dammi), o cielo, ai petti degli italiani il mio sangue come se fosse fuoco (foco = in senso metaforico: fuoco che infiammi di entusiasmo).
Dove sono i tuoi figli? Sento il suono delle armi
e di carri, di voci e di tamburi (Timballi = tamburi di guerra): nelle terre straniere (Estranie contrade = accenna alle guerre combattute dagli italiani in Russia, nelle fila dell’esercito napoleonico) combattono i tuoi figli. Attendi, Italia attendi. Io vedo, o mi sembra, un ondeggiare (fluttuar) di fanti e cavalli, fumo e polvere e lo scintillare delle spade come lampi tra la nebbia.
Non ti conforta? e non hai coraggio di volgere gli occhi atterriti all’evento incerto? (Tremebondi …evento?)
A che scopo (A che) in quei campi combattono i giovani Italiani? O dei, o dei: combattono per altre terre le armi (acciari) italiani.
Misero è colui che muore in guerra non per la propria terra (lidi) patria o per la buona moglie o per i cari figli (pia, cari: epiteti di ascendenza classica), ma per il nemico per altri popoli, e non può dire mentre muore: Cara (Alma = nel senso latino ‘che dà la vita’) terra natale, ecco ti restituisco la vita che mi hai donato.
Oh avventuorsi, cari e benedetti tempi antichi, quando (che = nelle quali, quando) le genti in squadre accorrevano a morire per la patria;
E voi gloriose e sempre onorate, Termopili (Tessaliche strette = delle Termopili - Leonida con un manipolo di uomini bloccò l’invasione persiana), dove il destino fu meno buono e generoso per l'impero Persiano! (franche = senza paura, coraggiose; generose = perché disposte a sacrificare la loro stessa vita.)
Io credo che i sassi, le piante, le onde e le vostre montagne, al passeggero (passeggere = al passeggero si rivolgeva l’epigrafe posta alle Termopili: ‘Passeggero riferisci a Sparta che qui ci hai visti giacere, obbedendo alle sue sante leggi’), con voce misteriosa e indecifrabile (indistinta voce) narri, come (siccome) quelle schiere invitte coprirono quei luoghi con i loro corpi esanimi devoti alla Grecia (e quindi consacrati alla sua salvezza).
Allora, il codardo e feroce Serse scappò, attraverso l'Ellesponto, fatto oggetto di scherno fino alle più lontane discendenze (Fatto…nepoti); E sopra il colle d'Antela (borgo vicino al luogo dove i Greci combatterono), dove la santa schiera dei combattenti (stuolo) morendo si sottrassero alla morte (Ove…morte = ossimoro: dove sacrificando la vita conquistarono la gloria eterna), Simonide (= poeta lirico che cantò la battaglia delle Termipili) vi salì, guardando l’aria, il mare e la terra (Guardando …suolo). Su entrambe le guance scorrevano le lacrime, il petto affaticato, e il passo incerto, prendeva (toglieasi) in mano la lira e così cantava: fortunatissimi voi, che avete offerto il vostro petto alle armi nemiche per amore della Patria (costei) che vi diede la vita (al Sol);
Voi che la Grecia onora (cole) e il mondo ammira.
Nel pericolo delle armi quale grande trasporto d'amore hanno messo le menti dei giovani, che li condusse ad una morte immatura (acerbo fato)?
Quanto lieta, o figli, potè apparirvi la morte, che accorreste felici incontro alla morte (passo lacrimoso e duro - questa definizione dellamorte come passo lacrimoso e duro è di ascendenza petrarchesca, vedi Trionfo della Morte I, 105)?
Pareva che ognuno di voi andasse non a morire, ma a danzare o ad uno splendido pranzo:
Ma vi attendeva l'oscuro oltretomba (Tartaro = oltretomba pagano) della palude stigia (onda morta); né vi furono accanto le spose o i figli quando sull'aspro (aspro perchè campo di battaglia) terreno (lito) moriste senza baci né pianti.
Ma moriste non prima di aver causato ai persiani pene orribili (Ma … angoscia) come un leone si avventa entro una mandria di tori (Come …mandra; similitudine) e ad uno salta sulla schiena e vi affonda i denti lacerando le carni, ad un altro invece addenta il fianco, ad un altro la coscia, così il valore e l’ira dei greci (greci petti; similitudine) infuriavano, tra le torme (usato in senso dispregiativo dato che solitamente viene riferito non agli uomini ma agli animali) dei persiani (Tal …virtute).
- Qui il Poeta descrive lo scompiglio nemico:
Vi sono cavalli e cavalieri caduti; vedi la fuga dei carri e le tende cadute che intralciano ai vinti la fuga, a correre tra i primi (fra primieri; esprime viltà) pallido e scarmigliato vi è il tiranno lui in persona (esso = latinismo, corrisponde a ipse, ‘lui in persona’);
Tutti tinti e bagnati (infusi) dal sangue dei Barbari, gli eroi greci, motivo di immenso affanno per i Persiani, a poco a poco vinti (vinti dalle piaghe = non perché vinti dalla forza degli avversari ma perché dissanguati) cadono uno sopra l'altro.
Evviva, evviva (Oh viva, oh viva):
Fortunatissimi voi
fintanto che nel mondo si parlerà o si scriverà (Mentre …scriva; finchè durerà il mondo).
Cadranno prima le stelle, precipitando in mare strappate dalla volta celeste e si spegneranno stridendo nelle profondità marine, prima che il ricordo e l'amore di voi passi o venga meno in parte (Prima … scemi è un esempio di Adynaton, cioè di impossibilità che una cosa si realizzi).
La vostra tomba è un altare e verranno le madri che condurranno i fanciulli ad ammirare le gloriose memorie (le belle orme del vostro sangue) degli eroi. (ricorda la Cassandra dei Sepolcri che porta i giovani troiani a visitare le tombe dei re d'Ilio)
Ecco io mi inchino o beati, al suolo, e bacio il suolo e le vostre lapidi, che saranno (fien) lodate e gloriose (chiare) eternamente per tutta la terra (Dall'uno …polo: da un polo all’altro).
Se fossi pure io sepolto con voi, e fosse ammorbidita la materna (alma latinismo sta per "che dà la vita") terra dal mio sangue.
Se il mio destino è diverso dal vostro (Se …diverso) e non consente che per la Grecia, smetta di pensare vinto (prostrato) morendo in guerra.
Così la fama modesta (Vereconda; modesta è la fama di Simonide se confrontata a quella dei caduti alle Termopilima) del vostro padre appaia ai posteri
(appo i futuri = presso i posteri) possa, volendo il destino, durare così tanto quanto durino i vostri successi.
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