1. Taci. Su le soglie

  2. del bosco non odo

  3. parole che dici

  4. umane; ma odo

  5. parole più nuove

  6. che parlano gocciole e foglie

  7. lontane.

  8. Ascolta. Piove

  9. dalle nuvole sparse.

  10. Piove su le tamerici

  11. salmastre ed arse,

  12. piove su i pini

  13. scagliosi ed irti,

  14. piove su i mirti

  15. divini,

  16. su le ginestre fulgenti

  17. di fiori accolti,

  18. su i ginepri folti

  19. di coccole aulenti,

  20. piove su i nostri volti

  21. silvani,

  22. piove su le nostre mani

  23. ignude,

  24. su i nostri vestimenti

  25. leggieri,

  26. su i freschi pensieri

  27. che l'anima schiude

  28. novella,

  29. su la favola bella

  30. che ieri

  31. t'illuse, che oggi m'illude,

  32. o Ermione.

  33. Odi? La pioggia cade

  34. su la solitaria

  35. verdura

  36. con un crepitío che dura

  37. e varia nell'aria

  38. secondo le fronde

  39. più rade, men rade.

  40. Ascolta. Risponde

  41. al pianto il canto

  42. delle cicale

  43. che il pianto australe

  44. non impaura,

  45. nè il ciel cinerino.

  46. E il pino

  47. ha un suono, e il mirto

  48. altro suono, e il ginepro

  49. altro ancóra, stromenti

  50. diversi

  51. sotto innumerevoli dita.

  52. E immersi

  53. noi siam nello spirto

  54. silvestre,

  55. d'arborea vita viventi;

  56. e il tuo volto ebro

  57. è molle di pioggia

  58. come una foglia,

  59. e le tue chiome

  60. auliscono come

  61. le chiare ginestre,

  62. o creatura terrestre

  63. che hai nome

  64. Ermione.

  65. Ascolta, ascolta. L'accordo

  66. delle aeree cicale

  67. a poco a poco

  68. più sordo

  69. si fa sotto il pianto

  70. che cresce;

  71. ma un canto vi si mesce

  72. più roco

  73. che di laggiù sale,

  74. dall'umida ombra remota.

  75. Più sordo e più fioco

  76. s'allenta, si spegne.

  77. Sola una nota

  78. ancor trema, si spegne,

  79. risorge, trema, si spegne.

  80. Non s'ode voce del mare.

  81. Or s'ode su tutta la fronda

  82. crosciare

  83. l'argentea pioggia

  84. che monda,

  85. il croscio che varia

  86. secondo la fronda

  87. più folta, men folta.

  88. Ascolta.

  89. La figlia dell'aria

  90. è muta; ma la figlia

  91. del limo lontana,

  92. la rana,

  93. canta nell'ombra più fonda,

  94. chi sa dove, chi sa dove!

  95. E piove su le tue ciglia,

  96. Ermione.

  97. Piove su le tue ciglia nere

  98. sìche par tu pianga

  99. ma di piacere; non bianca

  100. ma quasi fatta virente,

  101. par da scorza tu esca.

  102. E tutta la vita è in noi fresca

  103. aulente,

  104. il cuor nel petto è come pesca

  105. intatta,

  106. tra le pàlpebre gli occhi

  107. son come polle tra l'erbe,

  108. i denti negli alvèoli

  109. son come mandorle acerbe.

  110. E andiam di fratta in fratta,

  111. or congiunti or disciolti

  112. (e il verde vigor rude

  113. ci allaccia i mallèoli

  114. c'intrica i ginocchi)

  115. chi sa dove, chi sa dove!

  116. E piove su i nostri vólti

  117. silvani,

  118. piove su le nostre mani

  119. ignude,

  120. su i nostri vestimenti

  121. leggieri,

  122. su i freschi pensieri

  123. che l'anima schiude

  124. novella,

  125. su la favola bella

  126. che ieri

  127. m'illuse, che oggi t'illude,

  128. o Ermione.

 

 

 

Taci: il poeta si rivolge alla compagna invitandola al silenzio, per percepire con estrema attenzione i suoni straordinari della natura (v.8: ascolta;v.33: Odi?; v.40: Ascolta; v.65: Ascolta, Ascolta; v.88: Ascolta).

parole...che parlano = parole straordinarie (più nuove) pronunciate da.

 

 

tamerici = arbusti sempreverdi.

 

scagliosi: con la corteccia a scaglie; irti: per le foglie aghiformi.

mirti divini: il mirto è pianta sacra a Venere, nella mitologia classica.

 

fulgenti...accolti: risplendenti grazie ai fiori, ora chiusisi per la pioggia.

coccole aulenti = bacche profumate.

volti silvani: divenuti del colore e della sostanza del bosco.

 

 

vestimenti = abiti.

 

 

novella = purificata.

favola...illuse: richiama Petrarca, Il Canzoniere ("la mia favola breve"), ma l'immagine della favola come metafora della vita era già classica (Cicerone, Seneca).

Ermione = nome della mitologia greca (Ermione è figlia di Elena e Menelao) con cui qui e in altre liriche di Alcyone D'Annunzio chiama la Duse.

 

verdura = fogliame.

con...rade = il suono della pioggia varia a seconda del fogliame, più o meno fitto, su cui cade.

 

 

pianto = la pioggia, il pianto del cielo.

 

australe = sperchè la pioggia è portata dall'Austro, vento di mezzogiorno; cinerino = grigio, nuvoloso.

 

 

 

stromenti...dita = come se gli alberi fossero strumenti musicali suonati da innumerevoli dita.

 

 

 

ebro = inebriato (di gioia per il piacere dell'immersione naturale), quasi in estasi.

 

 

auliscono = profumano.

 

 

 

 

 

l'accordo = il canto concorde.

aeree = o perchè cantano tra i rami, o perchè il loro canto nasce dall'aria vibrante (al v.89 la cicala è detta figlia dell'aria).

sordo = smorzato.

 

un canto: di rane, come apparirà dai versi seguenti.

 

 

 

s'allenta = si fa più debole.

 

 

 

 

 

 

che monda = che pulisce, purifica.

 

 

la figlia dell'aria = la cicala.

 

limo = fango, allusione allo stagno popolato di rane.

 

 

 

 

 

 

 

 

ma...esca: la donna, nel colmo della metamorfosi, appare verdeggiante (virente) cone fosse uscita dalla corteccia (scorza) di un albero.

 

 

 

polle = fonti.

alveoli = gengive.

come mandorle acerbe: cioè bianchissime.

di fratta in fratta = tra i cespugli.

disciolti = separati.

il verde vigor rude: gli sterpi aggrovigliati, il sottobosco folto e intricato; malleoli = caviglie.

c'intrica = ci impaccia.

chi sa dove, chi sa dove!: richiama il v.94, l'indeterminatezza usata per il canto delle rane viene ora ripresa per il vagare senza meta dei due amanti.

   

 

  

Tema: Lirica tra le più belle e le più famose di D'Annunzio, definita una sorta di composizione musicale o una vasta sinfonia di suoni per le assonanze e l'uso attento della parola nel riprodurre toni e rumori della caduta delle gocce di pioggia sulla vegetazione. La puntigliosa descrizione del verde, affidata ai nomi propri di ogni pianta ed arbusto, coglie le molteplici sfumature nel colore dell'ambiente, rompendo l'idea di uno spazio unifome e monocromatico. La scena riguarda una passeggiata nel bosco in compagnia della donna amata, mentre la pioggia crepita sui rami e porta nella calura estiva una vita nuova, alzando i profumi e sollevando gli umori del sotto bosco. Gli amanti viaggiano verso l'amore, la più grande illusione umana che nella quiete surreale della foresta sembra divenire possibile. Il panismo (... i denti negli alveoli son come mandorle acerbe...) sembra fondere gli amanti con la natura del paesaggio, in una comunione fantastica e sublime. La pioggia caduta sulla vegetazione penetra nel terreno e viene assorbita dagli animi innamorati, fondendo le sensazioni, unendo gli amanti. Il poeta e la compagna Ermione (la Duse) si trasformano in elementi vegetali, via via immersi nell'inebriante vita naturale.

 

Forma metrica: Strofa lunga di 32 versi, ripetuta quattro volte. L’ultimo verso di ogni strofa è costituito dal nome della donna a cui il poeta si rivolge: Ermione.