1. Si chiamava

  2. Moammed Sceab

  3. Discendente

  4. di emiri di nomadi

  5. suicida

  6. perché non aveva più

  7. Patria

  8. Amò la Francia

  9. e mutò nome

  10. Fu Marcel

  11. ma non era Francese

  12. e non sapeva più

  13. vivere

  14. nella tenda dei suoi

  15. dove si ascolta la cantilena

  16. del Corano

  17. gustando un caffè

  18. E non sapeva

  19. sciogliere

  20. il canto

  21. del suo abbandono

  22. L’ho accompagnato

  23. insieme alla padrona dell’albergo

  24. dove abitavamo

  25. a Parigi

  26. dal numero 5 della rue des Carmes

  27. appassito vicolo in discesa.

  28. Riposa

  29. nel camposanto d’Ivry

  30. sobborgo che pare

  31. sempre

  32. in una giornata

  33. di una

  34. decomposta fiera

  35. E forse io solo

  36. so ancora

  37. che visse

 

 

 

 

 

 

 

Emiri di nomadi: capi di tribù arabe che vivevano nomadi nel deserto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non…suoi: l’esperienza francese aveva modificato la sua cultura e il suo modo di vivere, rendendolo incapace di adattarsi di nuovo alle consuetudini e alla mentalità della sua gente.

 

 

 

 

Sciogliere…abbandono: risolvere nella poesia il senso angoscioso dell’abbandono, della mancanza di patria che nella poesia appunto avrebbe potuto trovare espressione e quindi uno sfogo liberatorio.

 

 

 

 

 

 

 

Ivry: grosso sobborgo parigino sulla Senna.

 

 

 

Decomposta fiera = festa ormai finita.

   

 

  
 

Tema: In Memoria è dedicato a Moammed Sceab, amico di Ungaretti fin dall’adolescenza: dopo essere stato suo compagno di studi ad Alessandria d’Egitto, era emigrato con lui a Parigi, dove viveva nello stesso albergo. E qui si era suicidato, non sopportando più la propria condizione di nomade, privo di patria.

Ungaretti ha sempre associato la figura di Sceab alla propria ricerca di identità letteraria.

Questa lirica è dominata dal motivo dello sradicamento e della perdita d’identità.

I verbi oscillano tra passato e presente, fino ai versi finali dove i due tempi si incontrano nell’opposizione tra il passato della vita conclusa dell’amico e il presente del ricordo: al poeta e alla sua parola viene infatti assegnato il compito di garantire la sopravvivenza di ciò che è scomparso.

 

 Forma metrica: Versi liberi.