1. E cielo e terra si mostrò qual era:

  2. la terra ansante, livida, in sussulto;

  3. il cielo ingombro, tragico, disfatto:

  4. bianca bianca nel tacito tumulto     

  5. una casa apparì sparì d'un tratto;

  6. come un occhio, che,largo,esterrefatto,

  7. s'aprì si chiuse, nella notte nera.

 

 

 

 

 

livida: di un colore cadaverico.

ingombro: pieno di nuvole.

bianca bianca = anafora, l'accostamento di due aggettivi conferisce valore superlativo; tacito tumulto = ossimoro.

come un occhio s'aprì e si chiuse = similitudine

esterrefatto: atterrito.

   

 

  
           

Tema: La poesia viene pubblicata per la prima volta nella terza edizione di Myricae, nella sezione “Tristezze”.

Il paesaggio viene portato in primo piano da un fugace lampo che, squarciando le tenebre ,illumina una casa: l’immagine è una metafora della brevità della vita e dello spasmo della morte. Il lampo rompe il silenzio e la notte con una luce violenta tale che mette a nudo la vera realtà del mondo: la sua tragicità e il caos che la contraddistingue. La casa viene descritta attraverso il colore bianco, per segnarne l'aspetto positivo come rifugio di fronte al temporale. Alla casa e al colore bianco che la differenzia, si contrappone il nero della notte con sensazioni opposte di paura e angoscia.

In questa poesia domina il senso visivo.

 

Forma metrica: Ballata piccola di endecasillabi. Due strofe (un verso-strofa e una sestina); Rime libere. (A, BCBCCA)