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I gelsomini notturni (i fiori notturni), detti anche “le belle di notte”, aprono i loro fiori al calar della sera quando il poeta rivolge il pensiero ai suoi morti. Anche le farfalle notturne (farfalle crepuscolari) iniziano il loro volo nelle ore della notte tra i viburni (altrimenti detti “palloni di neve”, perché fiori bianchi di forma sferica). Tutto tace: insieme alla notte è calato il silenzio (si tacquero i gridi, intende i versi degli uccelli): solo in una casa ancora si veglia: i rumori sommessi, che ne provengono paiono un bisbiglio di voci. Nel nido i piccoli dormono sotto le ali della madre (affiora l’idea rassicurante del nido, tema caro al poeta). Dai calici aperti dei fiori di gelsomino esala un profumo che fa pensare all’odore di fragole rosse (sinestesia: il profumo, una percezione olfattiva, sembra acuito dal colore rosso delle fragole, percezione visiva) Mentre nella casa una luce splende nella sala, l’erba cresce sulle fosse dei morti (ossimoro, i simboli di morte si rovesciano in simboli di vita; l'erba che nasce sopra le fosse testimonia il continuare della vita, il suo avvicendarsi alla morte). Un’ape, che arriva in ritardo all'alveare, trova tutte occupate le cellette (simboleggia il senso di esclusione del poeta). La costellazione delle Pleiadi (Chioccetta è il nome contadino delle Pleiadi) risplende nel cielo azzurro (aia azzurra) e il tremolio della sua luce richiama alla mente l’immagine di una piccola chioccia circondata dai suoi pulcini, intenti a pigolare (pigolio di stelle: sinestesia la sensazione ottica, data dalla luminosità delle stelle, evoca una sensazione fonica, quale il pigolio dei pulcini). Per tutta la notte esala il profumo dei gelsomini che il vento porta via con sé. La luce accesa nella casa sale su per la scala, brilla al primo piano e si spegne (E’ chiara l’allusione agli sposi che si uniscono nell’oscurità). Al sopraggiungere dell’alba si chiudono i petali e il fiore, nell’urna molle e segreta (simbolicamente rappresenta il grembo della sposa, ora madre), germoglia (si cova) una nuova vita (non so che felicità nuova).
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Tema: La poesia “Gelsomino notturno” fu composta da G. Pascoli, per le nozze dell’amico Raffaele Briganti e vi è adombrato il tema dell’unione dei due sposi e del conseguente germogliare di una nuova vita. In questi versi è presente una metafora sessuale delicatissima. Gelsomino notturno = fiore che si apre di notte e di giorno si chiude. Il poeta coglie il mistero che palpita nelle piccole cose della natura. Si accorge che la notte, quando tutto intorno è pace e silenzio, vi sono fiori che si aprono e farfalle che volano. Una vita inizia quando la vita consueta cessa. L’ora della vita notturna è anche un’ora di malinconia per il poeta che pensa ai suoi morti. L’elemento della narrazione è affidato a delle immagini. Vita e morte (Farfalle crepuscolari: binomio di vita e morte) amore e senso d’esclusione sono presenti (1° notte di nozze)
Forma metrica: la lirica è composta di sei quartine di versi novenari a rima alternata. |
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