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Le prime strofe vi è un procede a coppia dei versi costruiti in antitesi (ode/risponde; destra/sinistra) ad evidenziare l’esatta specularità e intercambiabilità dei due fronti nemici.
sparito = completamente coperto dalle due schiere che si stanno affrontando.
Qual è dei due l’esercito straniero venuto a portare guerra alle belle terre (d’Italia)? Quale quello che invece difende la propria terra, che ha giurato di salvare dall’invasione o morire? Gli uni e gli altri parlano lo stesso linguaggio e sono figli della stessa Terra Fratelli li dice lo straniero = per lo straniero sono entrambi figli della stessa patria. Lignaggio = origine
La natura ha separato l’Italia dalle altre nazioni con le alpi e il mare.
(Ma se sono fratelli) chi per primo osò trarre il sacrilego brando? Sacrilego brando = la spada sacrilega perché diretta contro i propri fratelli. Cagione = la causa quei contendenti non hanno motivo di odiarsi e la cagione di quella guerra neppure la sanno
Pugna = combatte
Casti = sereni
Come il contadino seduto alla porta della sua tranquilla abitazione (Cheto abituro), segue con lo sguardo i segni della tempesta che sta per scatenarsi sui campi degli altri (che non ha arato lui), così potresti udire quelli che si sentono al sicuro (Sicuro) per il passaggio lontano degli eserciti raccontare i morti e le angosce (Piéta) delle città colpite dalla guerra (con indifferenza per la sorte altrui).
Là = tra gli sconfitti
Qui = tra i vincitori
Diserte = vedove
Ordini manchi e divisi = schieramenti decimati e dispersi
Volgo…amor = nei soldati che sentono vicina la sconfitta rinasce forte l’attaccamento alla vita.
Ventilabro = strumento utilizzato per separare il grano dalla pula
Ma… calle = ma sulla via della fuga si presentano di colpo le terribili frotte dei nemici poste in agguato.
Trepidi = tremanti
Vittrici = vittoriose I lai = lamenti
Foglio = che annuncia la vittoria Villa = paese Pesto = calpestato
Gioja favelli? = annunci un evento lieto?
Abbomina il ciel = il cielo aborrisce
Mordon la polve = cioè morti.
Vincitor = detto con amara ironia
Voglioso = sicuro di vincere
Tu Italia che ai romani (tuoi figli) sembravi confine troppo esiguo.
Giudicio = punizione
Se anche a volte la giustizia divina non lo colpisce e abbatte durante la sua vita (superbo viaggio) lo osserva e aspetta per raggiungerlo nel momento della morte.
Un solo = Dio Riscatto = l’incarnazione e passione di Cristo che con la sua morte ha riscattato l’umanità In qual ora…vital =In qualunque momento e luogo trascorriamo la vita (aura vital). Fiacco = oppresso Spirto immortal = un altro uomo (eterno nello spirito). |
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Tema: La prima tragedia Manzoniana è rappresentata dal conte di Carmagnola composta tra il 1816 ed il 1819. Vi si narrano le vicende del condottiero Francesco Bussone al servizio della repubblica di Venezia, vincitore della battaglia di Maclodio, ma poi accusato di tradimento (a causa della liberazione di alcuni prigionieri) e condannato a morte dal governo. Manzoni inneggia all'innocenza del Carmagnola innalzandolo ad eroe, a modello di guerriero generoso ed ambizioso. Il punto più alto di tutta la tragedia è costituito dal coro sulla battaglia di Maclodio. La battaglia vi appare come una strage irrazionale, e fratricida tra Veneziani e Milanesi. Tutta la prima metà della composizione è dedicata alla descrizione analitica della battaglia, parte da qui per elevare il suo disappunto e la sua condanna alle lotte fratricide della storia italiana, viste come la principale causa della servitù del nostro paese. Da qui si sviluppa poi la ripulsa di ogni forma di violenza in nome di una coscienza intimamente religiosa. Precedono la tragedia una Prefazione, in cui Manzoni rende conto degli assunti teorici alla base delle scelte compositive del dramma (in particolare della inosservanza delle regole di unità di tempo e di luogo e del significato del coro). E brevi Notizie storiche.
Schema metrico: endecasillabo sciolto.
IL CORO: Una novità singolare nelle tragedie manzoniane è data dalla presenza dei Cori, uno al termine del secondo atto del “Carmagnola” (“S'ode a destra uno squillo di tromba”) e due nell’ “Adelchi. Questi cori non sono la riproposizione dei cori dell’antica tragedia greca, dai quali si differenziano nettamente, ma rappresentano come una pausa di raccoglimento durante lo svolgimento del dramma, un momento di riflessione sugli avvenimenti rappresentati, uno sforzo per penetrare nel significato più riposto delle vicende e trarne un insegnamento morale: è un mezzo per semplificare al lettore od allo spettatore la strada che conduce allo scopo morale che si ripropone l’Autore. |
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