A UNA FOGLIA

   

 

 

   Foglia, che lieve a la brezza cadesti

sotto i miei piedi, con mite richiamo

forse ti lagni perch'io ti calpesti.

   Mentr' eri viva sul verde tuo ramo,

passai sovente, e di te non pensai;

morta ti penso, e mi sento che t'amo.

   Tu pur coll'aure, coll'ombre, co' rai

venivi amica nell'anima mia;

con lor d'amore indistinto t'amai.

   Conversa in loto ed in polvere, o pia,

per vite nuove il perpetuo concento

seguiterai della prima armonia.

   E io, che viva in me stesso ti sento,

cadrò tra breve, e darò del mio frale

al fiore, all'onda, all'elettrico, al vento.

   Ma te, de' cieli nell'alto, sull'ale

recherà grato lo spirito mio;

e, pura idea, di sorriso immortale

   sorriderai nel sorriso di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentr' eri viva...che t'amo = Mentre la vita è estraneità, indifferenza la morte significa prendere parte al ciclo universale delle cose.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conversa in loto...della prima armonia = Diventando fango (loto) e polvere seguiterai il concento (concento = l'armonia che viene da più voci o suoni) attraverso nuove vite (per vite nuove = la morte rappresenta nuova vita) perpetuando l'armonia primigenia (della prima armonia = l'armonia voluta da Dio quando creò il mondo. L'impronta divina dell'universo si rivela nell'armonia cosmica.)

 

E io = anch'io; che viva in me stesso ti sento = stabilisce un rapporto tra la foglia e l'uomo; del mio frale = del mio corpo, della parte caduca dell'essere in quanto il corpo si dissolve per dar vita ad altri corpi.

elettrico = l'energia, il fluido elettrico dell'atmosfera.

 

 

Ma te...sorriso di Dio = ogni cosa rappresenta il fiorire nella materia di un eterno germe divino (pura idea) che lo spirito (grato lo spirito mio) ritrova in Dio (sorriderai nel sorriso di Dio).

   

 

 
 

Tema: Questa lirica fa parte dell'ultima stagione poetica di Tommaseo (è datata 1855) e rappresenta la risposta al naturalismo di Giacomo Leopardi della lirica "Imitazione", nei modi di un sognante afflato lirico-religioso. E' evidente infatti nella poesia la tendenza  a trasfigurare la realtà sensibile in un corrispondente mondo simbolico e visionario. La foglia, simbolo della caducità di tutte le cose, è vista da Tommaseo in una prospettiva diversa da quella di Leopardi, una prospettiva che vede, attraverso la fede, nulla escluso dalla fraternità delle cose davanti al loro Dio/Creatore.

Il tema della morte è visto da Tommaseo non come dissoluzione ma come metamorfosi di elementi affratellati dall'essere creature di Dio.

 

Metrica: terzine incatenate di tipo dantesco: con endecasillabi dalla struttura ritmica costante (accenti fissi sulla quarta e sulla settima).